--> IL FATTO   --> IL PROCESSO CIVILE   --> IL PROCESSO PENALE   --> LA CORTE DEI CONTI   --> RIFLESSIONI


IL PROCESSO PENALE

Poi, c’è il capitolo del procedimento penale. Ne venni a conoscenza nel 1993 quando mi venne recapitato un avviso di garanzia in cui mi si contestava il reato di falso in certificazione riguardo ad una cartella clinica. Era il periodo di Tangentopoli. Il pm era di Magistratura democratica e aveva arrestato quasi 150 persone. Le conoscevo tutte, anzi di molti ero amico personale. Li andavo a trovare in galera. Per alcuni di loro feci certificati di incompatibilità con il regime carcerario. E guarda caso, questa denuncia, presentata nel 1989, da quattro anni negli scaffali della procura, venne rispolverata e tirata fuori. Avevo fondato FI a Varese e diventai senatore nonostante il clamore che sollevarono su questa vicenda anche sulla stampa. E la stessa cosa accade alle elezioni politiche del 2001.

Comunque, quando ricevetti l’avviso di garanzia, cercai di capire cosa era successo e scoprii che la cartella in oggetto era quella della Caffagnini e che la procura aveva in mano un fascicolo originale, mentre il documento che avevo consegnato non aveva una pagina, quella del famoso “partogramma”; in quell’epoca ero stato nominato direttore sanitario nel medesimo ospedale. In pratica, nella denuncia, si affermava che la cartella originale era costituita di nove pagine, quella che aveva certificato e depositato la direzione sanitaria del “Filippo Del Ponte” nel 1989, ne aveva una in meno. Ma c’è una spiegazione. La controparte, alla vigilia della prima sentenza, aveva preso un’ulteriore copia della cartella clinica. Questa doveva corrispondere a quella che già era agli atti, invece, videro che non c’era il “partogramma” e denunciarono la direzione sanitaria di falso in certificazione. Il direttore sanitario in quel momento ero io. Ero stato nominato nel 1985 mentre ero già viceprimario. Tra i vari compiti, dovevo certificare le cartelle cliniche e mi capitò anche quella relativa alla vicenda della signora Caffagnini. L’archivista le guardava e controllava poi me le metteva davanti nella pagina da firmare e io le firmavo. Lo facevo tutti i giorni. Così, quando mi venne contestato il reato, andai a prendere la cartella e mi accorsi che avevo certificato quello che avevo: il foglio del “partogramma” non c’era più e non sapevo dove fosse finito. Si trattava comunque di un documento che, sin dal primo processo, era stato considerato inutile.

Dal ‘93 al ‘95 si accertarono questi fatti. Il giudice istruttore verificò che le pagine nella cartella erano quelle certificate dalla direzione sanitaria e, quindi, che non esisteva il reato di falso in certificazione. Il pm, però, replicò che il reato era quello di falso ideologico e di falso in soppressione perché io solo, secondo lui, avevo interesse ad eliminare la cartella e per tale motivo l’avevo falsificata. Io naturalmente affermai con forza il contrario. Ho ribadito, come linea di difesa, che non ero presente al parto se non nel momento terminale. Anche per questo, a maggior ragione, non avrei tratto nessun vantaggio a modificare la cartella: non era mia la responsabilità. Essendoci poi la prescrizione, in che periodo lo avrei fatto? Infine: dov’è il corpo del reato?

Durante il procedimento penale ero contumace, su richiesta del mio avvocato. Alla fine fui condannato dal tribunale di Varese, nel ’98, a 3 anni e sei mesi. Non mi fu riconosciuta la prescrizione, non mi furono concesse le attenuanti generiche perché si sostenne che ero senatore della Repubblica (lo diventai nel ’96, mentre tutto comincia nel ’78), non mi fu riconosciuto nulla.

Poi, il procedimento si spostò a Milano in Corte d’appello. Stranamente, il presidente della sezione, quel giorno, era assente. C’era la sua sostituta. Il procuratore generale disse che avevo ragione, che avevo diritto alla prescrizione e alle attenuanti generiche. Ma improvvisamente la sostituta sospese la seduta e si allontanò. Quando rientrò in aula, confermò la sentenza di primo grado dando parere contrario al procuratore generale.

La Cassazione, nel ’99, mi riconfermò colpevole.

Rassegna stampa

07 maggio 2012
SALUTE: 42 MLN PRE-DIABETICI IN EUROPA, ALLARME PER BOOM BI...
SOLLECITATI INTERVENTI COME AUMENTO PISTE CICLABILI E STRUTTURE SPORTIVE E poi c'e' da considerare l'avanzata dei 'promessi diabetici':...
[..continua]
30 aprile 2012
CARCERI: TOMASSINI (PDL), BENE SCHIFANI, PIU' ATTENZIONE A D...
Apprezzo pienamente le parole e i giudizi espressi del Presidente del Senato Renato Schifani, ma soprattutto condivido la ferma volonta' di ...
[..continua]
28 aprile 2012
Sanità, in Italia va meglio che altrove
Anche in questa crisi il nostro sistema garantisce più di altri Paesi avanzati. Germania compresa.
[..continua]